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Nasce a Torino l'11 settembre del 1988 perché evidentemente il mondo non ne poteva più fare a meno. Dimostra subito una particolare predisposizione alle arti figurative, alla letteratura e alla modestia. In fanciullezza viene guardato con sospetto dagli altri bambini, turbati dal suo atteggiamento atipico: egli veste solo di nero, detesta il sole e l’estate, predilige le cupe atmosfere di Burton e Poe e quando guarda i film Disney tifa sempre per il cattivo. Crescendo sviluppa le sue peculiarità diventando un insopportabile cinico e misantropo snob. Il nostro eroe al momento si dedica al perfezionamento della propria istruzione, alla disinteressata produzione d’arte e alla lavorazione di un progetto destinato a cambiare il mondo come siamo abituati a conoscerlo.

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Miiinchia: 19 anni e già così patetico?! Va beh va... divertiti a fare il nichilista demodè...

Parli di banalità ma non ti rendi conto che il tuo blog altro non è che una serie di argomentazioni che tutti gli "pseudointellettuali alternativi" sciolinano di continuo quando vogliono attaccare bottone?

Patetico, semplicemente patetico. Ci si nasconde dietro maschere di ironia, forse anche divertenti, ben costruite e assolutamente... non originali. [...] E poi come si fa a diventare cinici a 19 anni...

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lunedì, 01 ottobre 2007

Heroes/Zeroes

ascolto: Puff Daddy -I'll be missing you
 
Qui il perdibile seguito.
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mercoledì, 15 agosto 2007

[...] e liberaci dai glitter

ascolto: Frank Sinatra - My Way

“In principio era l’Arte. Dopo qualche tempo però l’uomo non sapeva più cosa inventarsi: rivisitava e rielaborava cose già fatte senza avere più uno straccio di idea. I veri artisti si contavano sulle dita della mano di un macellaio distratto, mentre l’unica arte in cui erano maestri gli altri era quella di porgere l’ano al gallerista di turno perché esponesse i loro lavori pseudoconcettuali.
Dio allora creò Photoshop e vide che era cosa buona. Finalmente l’uomo avrebbe potuto lavorare in un campo completamente nuovo, dove sarebbe stato in grado di creare nuovi linguaggi e sviluppare nuove tendenze. E per evitare che gli <studenti degli istituti tecnici autoproclamatisi artisti perché il loro compagno di banco aveva elogiato il loro ritratto di Naruto disegnato sul quaderno di matematica> ci mettessero le mani sopra, utilizzandolo per creare sticker e signature pucciosi tanto pesanti quanto inutili con cui impestare forum e blog, infrangendo qualunque copyright e incazzandosi ancora se qualcuno glieli copiava, decise di farlo costare novecento euro.”

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lunedì, 16 luglio 2007

ZOMG U’r So HaWt WiTh ThAt MaGiC StIcK Up Ur AsS!!!1! ^^

ascolto: Eurythmics - Thorn in my Side


(Se hai trovato ques'immagine choccante, forse non avresti dovuto guardarla).

La conoscete la regola 34 di internet?
"If it exists, there’s porn of it".
In pratica, se una cosa esiste, qualcuno ne avrà ideato una variante pornografica. Libri, film, cartoni animati, serie tv, videogiochi: non esiste cosa abbastanza antierotica da non essere considerata estremamente arrapante da una ristretta cerchia di nerd psicotici.

Da questo principio primo sono nate negli anni 70 le prime fan fiction, storie scritte da ultratrentenni che non avevano mai superato lo stadio adolescenziale della Mono-ossessione Temporanea Nei Confronti Di Un Determinato Argomento, che ipotizzavano improbabili storie d’amore tra il capitano Kirk e il dottor Spock di Star Trek, o mega orgie dell’intero equipaggio dell’Enterprise con affascinanti e bluastre venusiane (nella speranza di non prendere qualche malattia del luogo).
Immaginiamo di sfogliare la mente di uno di questi individui come un libro. Beh, diciamo un opuscolo, anzi un depliant. Cosa leggeremmo?
"Ehi! Mi piace Star Trek, mi piacciono i porno, unisco le due cose e godo come un mandrillo!"
Discorso tipicamente americano, tra l'altro, quello di credere due cose buone se prese separatamente irresistibili insieme. È lo stesso ragionamento che ha portato in passato alla creazione di abomini come la pasta con la Nutella, le biondone anni 80 in bikini con un mitra in mano negli spot e un petroliere a capo degli Stati Uniti.

Con l’invenzione di internet, supremo amplificatore di tutte le stronzate concepibili dalla mente umana, questa pratica si è estesa come un’epidemia di peste – ma meno amabile – in ogni dove. E chi in Italia, oltre agli studenti di ingegneria con l’hobby della programmazione in C++ e dell’elfico*, poteva apprezzare codesta nuova forma d’arte? Ovviamente delle emo-goth-fanta-mangofile adolescenti che si credono dei premi nobel perché non venerano Tre Metri Sopra Il Cielo come la maggior parte delle coetanee e hanno sostituito ai Finley i Tokio Hotel, la rock-band tedesca il cui efebico cantante diciassettenne tenta di emulare David Bowie nei suoi anni d’oro ma ricorda più un Marilyn Manson ai tempi di Mechanical Animal. E questo non è un caso: che i canoni di bellezza, sia maschili che femminili, si stiano spostando verso l’androginia è un dato di fatto. Nelle fan fiction questa tendenza si riflette anche nel comportamento dei personaggi, che possono venire investiti in blocco da una devastante epidemia di omosessualità, dando vita a quelle che vengono chiamate slash fan fiction (yaoi in giapponese – da non confondersi con lo shota, che ne è la variante pedofila, o con qualsiasi altro termine astruso che probabilmente indica qualcosa di ancor più malato e perverso). Pare infatti che questi racconti costituiscano più del cinquanta per cento del totale, e che vengano scritte nella maggior parte dei casi da ragazze. La quasi totalità degli autori pare anche avere seri problemi con la propria lingua madre, ma questo è un altro discorso.
È dunque più facile trovare Sam e Frodo che consumano una lunga notte di passione a Mordor usando Gollum come jolly che non sapere di una placida ciulata tra Aragorn e Arwen in quel di Gran Burrone. Non che i film non suggeriscano tale eventualità, è solo che se Tolkien fosse vivo questa cosa lo ucciderebbe. Certo potrebbe andare peggio: potrebbero dilettarsi con qualche malata e perversa pratica giapponese come il guro.

La vittima preferita delle scrittrici di fanfiction sembra però essere Harry Potter, un po’ per l’esagerato numero di bacchette e manici di scopa all’interno della serie, un po’ perché Daniel Radcliffe se le va a cercare, prima decidendo di esordire a teatro montando a un cavallo, poi facendo un servizio fotografico vestito come il tipo sado-maso dei Village People.

Ed ecco fiorire in giro per la rete lacrimevoli romanzi d’amore in trentacinque capitoli in cui si alternano acute analisi psicologiche dei personaggi, riflesso in realtà dei complessi delle scrittrici che amano credere di essere rifiutate dai maschi a causa della loro omosessualità latente e non per il fatto di essere dei discreti scorfani con l’apparecchio, a scene di sesso estremo in cui viene fatto uso improprio dell’incantesimo Engorgio.

(Tutto ciò tuttavia impallidisce di fronte a pratiche giapponesi malate e perverse come il tentacle rape).



*Immaginiamo di sfogliare la mente di uno di questi individui come un volantino. Cosa leggeremmo?
"#include <string>

using namespace std;

class Message {
string subject_;
string from_;

public
:
Message(const string& subject, const string& from) :
subject_(subject), from_(from) {}
const string& subject() const { return subject_; }
const string& from() const { return from_; }
};
Hey! Mi piace Il Signore degli Anelli, mi piacciono i porno, unisco le due cose e godo come un pc con su installato Linux!
const long double PI = 3.1415926535897932384626433832795028841971693993751 ;"
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