ascolto: Coldplay - Clocks
Dopo l’anoressia, una nuova pericolosissima moda rischia di insidiare le menti giovani e inesperte dei nostri ragazzi: la flambessia.
Tutto nasce come una simpatica provocazione: agli ultimi Taurus World Stunt Awards
alcune professioniste del pericolo hanno sfilato in passerella andando letteralmente a fuoco.
L’idea è stata subito ripresa da Dolce e Gabbana, che all’ultima Settimana della Moda di Milano hanno incendiato Kate Moss, la quale sembrava in tutto e per tutto un fiammifero di un metro e settanta; la Benetton ha subito ribattuto commissionando a Oliviero Toscani una nuova campagna pubblicitaria, in cui il noto fotografo non ha esitato a mandare uno dei suoi soliti messaggi-choc di denuncia sociale dando fuoco a un neonato del
Darfur.
Ma i giovani, notoriamente incapaci di intendere e di volere, hanno preso sul serio questa nuova tendenza e hanno fatto del flambé uno stile di vita. E da moda a tragedia il passo è breve.
Da diverso tempo girano su internet filmati di adolescenti che si danno fuoco in classe, sotto gli occhi compiacenti degli insegnanti. Una professoressa di Varese è stata arrestata, dopo che ai carabinieri è giunto un filmato ripreso col cellulare che la vedeva intenta a sfregare ripetutamente un fiammifero su di uno studente minorenne; nella casa della donna sono stati ritrovati numerosi contenitori vuoti di combustibile da barbecue.
In rete si stanno formando inoltre numerose community di ragazzine annoiate che sfuggono alla routine quotidiana dandosi fuoco. Esse si autodefiniscono “
pro-fia”, contraendo il nome originale della patologia, studiata per primo dal noto psicologo Gianpeppino Scaloppiceci, il quale ha recentemente pubblicato un saggio sull’argomento dal titolo
Pollo arrosto bene, figlio arrosto male – Viaggio nelle perversioni della Lucignolo Generation.
I “guru” spirituali di questo movimento sono scrittori underground come Cecco Angiolieri, che nei suoi controversi scritti (
<<Si fossi foco, arderei ‘l mondo>>) manda un chiaro messaggio anarchico e sovversivo alle nuove generazioni, il cantante gothic-metal Piero Pelù (
<<Toro loco/hai quel fuoco/hai quel sole/e le parole>>) e pellicole come l’horror-pulp
Cabiria, ricco di effetti speciali, nudità, e messaggi subliminali di chiaro stampo satanico.
Numerose le proteste sia da destra che da sinistra. L’opposizione attacca il governo accusandolo di essere menefreghista nei confronti dei bisogni dei cittadini, poiché troppo occupato a ingraziarsi le minoranze omo-giudaico-ateo-negro-comuniste in vista delle prossime elezioni. Il Presidente del Consiglio replica affermando che il precedente governo ha lasciato un buco nel bilancio che non permette l’acquisto di nuovi estintori. Preoccupati i Verdi: questo abuso di materiale infiammabile allargherà ulteriormente il buco nell’ozono, anticipando così la fine del mondo dal 2027 al 2026.
Immediata la reazione del Vaticano:
<<solo Dio può decidere chi deve prendere fuoco>> (v.
Sodoma e Gomorra, n.d.a.). I commentatori anonimi di Splinder sono sul piede di guerra:
<<non possiamo neanche più lasciare commenti offensivi come “datti foco”, che quelli lo prendono come un complimento>>. Gli emo restano sulle proprie posizioni:
<<quella è solo una moda passeggera, la lametta è un evergreen>>. Beppe Grillo ha pubblicato sul suo
blog un post a riguardo, dove lancia un
J’Accuse al governo americano e alle compagnie petrolifere, ree secondo il comico di aver promosso questa tendenza al fine di poter invadere tutto il Medio Oriente e, successivamente, il mondo.
Intanto si cominciano a contare le vittime di questa depravata
way of life: ieri in un liceo scientifico alle porte di Milano un quindicenne è morto dopo essersi dato fuoco durante l’ora di matematica. Sotto choc genitori e insegnanti (
<<Era un ragazzo normale>>,
<<Non ci siamo mai accorti di nulla>>). I compagni affermano che si è trattato di una reazione comprensibile, alla terza ora di calcolo integrale. I bidelli la pensano diversamente:
<<Sapevamo che in quella scuola c’era un giro strano, quando passavamo davanti ai bagni sentivamo sempre odore di porchetta>>