ascolto: Meredith Brooks - Bitch
Caro Mario Giordano,
penso che l’unica idea sensata della tua carriera sia stata quella di non chiamare Studio Aperto “Tg Italia 1” (o “Tg 6”, dato che il canale dove viene trasmesso codesto insulso ricettacolo di retorica e culi muliebri è posizionato a livello nazionale sul tasto 6 del telecomando), perché esso sta al giornalismo come una fan di Moccia sta al diritto di vivere.
Sinceramente delle vicende sentimentali di <soubrette sconosciuta che ha ottenuto il posto che occupa grazie all’abilità nel mulinare la lingua - frutto di molte estati torride passate ad esercitarsi nel suggere Calippo> e di <calciatore analfabeta la cui esistenza dovrebbe far cessare qualunque tipo di dubbio sull’effettiva veridicità delle teorie di Darwin> interessa quanto sapere se i tuoi quattro figli sono del tuo idraulico o di quello che ti legge i numeri del gas*.
Ma non si tratta solo di interesse personale, il fatto è che queste non sono notizie. Persino Emilio Fede, che dirige un telegiornale che pare essere stato scritto da Beckett, ha avuto il ritegno di dedicare al pettegolezzo una rubrica a parte. Sì, Sipario, quello condotto da Big Jim en travesti.
Se proprio poi si vuole parlare della soubrette di turno, non c’è bisogno di usare a scopo evocativo/argomentativo immagini di repertorio che documentano il backstage del suo calendario, pensando di non infrangere il Codice di Autoregolamentazione TV e Minori solo perché la signorina si copre con un dito i capezzoli, trasformando magicamente agli occhi dello spettatore i seni in due rosei Humpty Dumpty. Se così facendo pensi di impennare gli ascolti, sappi che questa non è più l’epoca di Colpo Grosso, in cui prima di vedere qualche centimetro di pelle nuda bisognava aspettare la mezzanotte. Ormai la nudità ce la sbattono anche nella pubblicità degli yogurt, e il 90% di internet è a ciò dedicato (alla nudità, non allo yogurt).
Ma forse questo dovresti saperlo, dato che sguinzagli giorno e notte i tuoi giornalisti su Youtube e affini per cercare video shock da proporre al notiziario della sera e poter gridare allo scandalo dei giovani-di-oggi-che-non-hanno-più-rispetto inneggiando poi alla scuola di un tempo, quella con la cattedra sullo scalino e le pederastiche frustate sulle natiche dei bambini cattivi (
ops).
Me le immagino, Silvia Vada e Roberta Fiorentini, cercare su Youtube parole chiave come “scuola” e “stupro” e trovare decine di filmati dove
tredicenni in piena tempesta ormonale sfogano la propria omosessualità latente simulando goffe pratiche sessuali di fronte ad un cellulare da duecento euro con videocamera integrata comprato apposta.
Poi fammi un piacere, cerca di comporre una scaletta che abbia un minimo senso logico. Prima la politica, poi la cronaca, dopo lo sport e il gossip. O come ti pare. Ma non mettere una notizia di cronaca rosa tra due di nera, che Benedetta Parodi ogni tre per due deve cambiare espressione, perché si rende conto che non è esattamente il caso di parlare del delitto di Cogne con ancora stampato il sorriso per l’ultima gag di Fiorello. Anche se devo ammettere che è piuttosto divertente vederla
passare da un'espressione da Joker a un contrito disappunto man mano che prosegue nella lettura del gobbo.
E di collegamento con il meteorologo ne basta uno per edizione, non c’è bisogno di farne uno per le previsioni di oggi e un altro per quelle di domani.
A proposito di meteo: esiste un fenomeno, chiamato “effetto serra”, che porta il nostro pianeta a surriscaldarsi in maniera progressiva, fino a che i ghiacciai non si scioglieranno inondando tutte le terre emerse. Di conseguenza è ovvio che ogni estate sia la più calda degli ultimi duecento anni, proprio perché la linea del tempo ha una direzione sola.
Che faccia caldo non è una novità dunque, il pubblico non è così smanioso di vedere un servizio di un quarto d’ora che dica quanto si stava meglio quando si stava peggio.
Dato che sei laureato in giornalismo, una curiosità: le catastrofi sono come le ciliegie, una tira l’altra? È mai possibile che tutti i cani mordano la gente a casaccio in una determinata settimana ogni due mesi? I genitori ammazzano i figli i mesi pari e i figli i genitori quelli dispari? Dove cazzo è finita l’aviaria? E la mucca pazza? Mistero. Per tre settimane Studio Aperto sembra l’antefatto di “28 giorni dopo” e poi più niente. Se fossi cinico e sospettoso direi che marciate sulla psicosi collettiva, ma sono una persona buona e adorabile e queste cose non le dico.
Comunque ti ho scoperto, confessa: i tuoi giornalisti sono gli stessi che sceneggiano CentoVetrine.
Un tg “normale” (anzi, ideale) dovrebbe sfornare servizi che nei primi trenta secondi di girato raccontino la notizia rispondendo alle cinque domande fondamentali – chi, cosa, dove, quando, perché. Chissà perché invece i tuoi dipendenti partono a raccontarci i cazzi di Jessica la ragazzina sempre sorridente che sognava di fare la ballerina ma ora quel sogno si è infranto a causa di un tragico incidente, intervistano Concetta - la zia di Jessica - con gli occhi gonfi di pianto che non le sembra vero che la sua nipotina non ci sia più, mostrano la foto di Jessica con i suoi compagni di classe dove tutte le persone ritratte hanno il volto sgranato e sembra di guardare uno screenshot di uno dei primi Super Mario, poi passano all’inquadratura del citofono di Jessica e successivamente a quella di un triciclo, che ci sta sempre bene. Il triciclo non è di Jessica, però; è del giornalista, che ne tiene sempre uno nel bagagliaio della macchina perché non si sa mai.
In definitiva, il programma da te diretto è una suprema concentrazione di Nulla, ma incredibilmente fastidiosa. Causa ingenti incazzature e spasmi gastrici provocabili altrimenti soltanto ingerendo a breve distanza di tempo glucosio e anidride carbonica (se non hai presente di cosa parlo manda Silvia Vada su Youtube a cercare “
coke+mentos”), e tu sei un essere talmente squallido da non meritarti neanche che io ti dia del “lei”. Ma questo l'avrai già notato.
Cordiali saluti.
*leggi: niente