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Nasce a Torino l'11 settembre del 1988 perché evidentemente il mondo non ne poteva più fare a meno. Dimostra subito una particolare predisposizione alle arti figurative, alla letteratura e alla modestia. In fanciullezza viene guardato con sospetto dagli altri bambini, turbati dal suo atteggiamento atipico: egli veste solo di nero, detesta il sole e l’estate, predilige le cupe atmosfere di Burton e Poe e quando guarda i film Disney tifa sempre per il cattivo. Crescendo sviluppa le sue peculiarità diventando un insopportabile cinico e misantropo snob. Il nostro eroe al momento si dedica al perfezionamento della propria istruzione, alla disinteressata produzione d’arte e alla lavorazione di un progetto destinato a cambiare il mondo come siamo abituati a conoscerlo.

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Parli di banalità ma non ti rendi conto che il tuo blog altro non è che una serie di argomentazioni che tutti gli "pseudointellettuali alternativi" sciolinano di continuo quando vogliono attaccare bottone?

Patetico, semplicemente patetico. Ci si nasconde dietro maschere di ironia, forse anche divertenti, ben costruite e assolutamente... non originali. [...] E poi come si fa a diventare cinici a 19 anni...

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giovedì, 27 settembre 2007

"Inutile e dannosa". Ma adesso basta parlare di Maria De Filippi

ascolto: Frank Sinatra - New York New York

In passato ho affrontato separatamente su questo blog gli argomenti Oliviero Toscani e anoressia, così negli ultimi due o tre giorni Google ha pensato bene di mandarmi tramite una curiosa associazione di chiavi di ricerca decine di visitatori interessanti all’ultima campagna pubblicitaria del fotografo milanese.
Va bene, parliamone.

Sono trent’anni che Toscani usa la tecnica della “pubblicità shock” per porre l’attenzione su problemi sociali che esulano completamente dal motivo per cui egli è stato pagato: pubblicizzare degli stracazzo di maglioni a righe. Ormai è diventato più ripetitivo dei disegni di Manara, e finisce puntualmente col banalizzare l’orrido e l’inusuale, come d’altronde fanno tradizionalmente tutti i media (ricordo solo l’incredibile capacità dei telegiornali di ripetere un concetto fino a fargli perdere qualunque significato).
A parte questo, comprendo ma non accetto che qualcuno possa trovare l’immagine “forte”: la soglia di impressionabilità è soggettiva. C'è chi fa l'anatomo patologo, chi fa l'annusatore di ascelle per la Neutro Roberts ("test clinici", li chiamano), mentre altri riescono a mettersi paura con Jeepers Creepers (un demone che salta le macchine in corsa come Megan Gale nei vecchi spot Omnitel, ci rendiamo conto?). Il che tuttavia non può giustificare il comportamento da checca isterica che caratterizza la reazione una determinata categoria di persone alla vista di qualunque cosa di più crudo di uno spot di merendine. Aaahh ho visto qualcosa di brutto e/o doloroso e/o immorale! Sono cieco, cieeco!

Quanto alle polemiche che teorizzano un eventuale effetto boomerang di tale campagna, mi vengono in mente due cose.

Uno.
SARETE ANCHE DELLE EX ANORESSICHE CHE COLLABORANO CON ISTITUTI DI SOSTEGNO PER RAGAZZE MALATE (meritevole), MA LASCIATEVI DIRE CHE TUTTI I CHILI CHE AVETE RIGUADAGNATO VE LI SIETE RIPRESI SUL CULO, IL CERVELLO È RIMASTO ATROFICO.
Perché dire che un cartello pubblicitario porta alla malattia per tentativo di emulazione ha la stessa profondità intellettuale del dire che i film horror creano dei serial killer e che gli spot dei pannolini ti trasformano in un pedofilo. Se pensate una cosa del genere significa che non solo non siete in grado di leggere tra le righe, ma non vedete proprio la pagina, avete la coscienza critica di un fiocco di neve. Se una mente è malata di partenza viene influenzata anche da Will E. Coyote che lancia un’incudine contro Beep Beep.
E che io sappia ai tempi di Jack Lo Squartatore Wes Craven non lavorava ancora.

Due.
Influenza per influenza, io mi fido di meno a vivere in un paese dove i tre quarti della popolazione crede in un dio schizofrenico che ti ama e ti perdona, ma che se sgarri ti dà fuoco e poi ti spegne con un diluvio.
(Per poi ridarti fuoco all’inferno).
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domenica, 23 settembre 2007

ANSIA news

ascolto: John Lennon - Imagine

    POLITICA – Beppe Grillo al V-Day: “Voglio abolire tutti i partiti”. Studio Aperto: “Beppe Grillo fonderà un partito?”. Questo succede a prendere la laurea in giornalismo col CEPU.

    CITTÀ DEL VATICANO – Dopo aver condannato la fecondazione assistita, l’uso del preservativo, la masturbazione, l’omosessualità, la laicità, la prostituzione, gli esperimenti sul genoma umano e la donazione di organi, Benedetto XVI torna a condannare l’aborto e l’eutanasia. Al prossimo Conclave si deciderà se sostituire il papa con un nastro registrato.

    GARLASCO – Nella villa di Chiara Poggi non sono state rinvenute le impronte digitali di Alberto Stasi. I magistrati cominciano ad incazzarsi sul serio.

La nuova teoria degli inquirenti prevede l’uccisione della ragazza da parte del fidanzato tramite telepatia.

    CRONACA – Un ciclista croato è stato colpito da un fulmine mentre si trovava per strada. Il fulmine ha attraversato il corpo dello sventurato per poi venire scaricato a terra attraverso il pene. Inevitabili gli interrogativi sulla lunghezza della suddetta estremità.

Vespa ha registrato una puntata di Porta a Porta in collaborazione con Luciano Onder completamente dedicata al curioso caso. La dinamica dell’incidente verrà ricostruita in studio con l’ausilio di un plastico del ciclista.

Il Moige ha protestato: la legge italiana proibisce l’esibizione di genitali maschili in televisione. Vespa non potrà più apparire in TV.

    GENOVA – Burlando, patente sospesa per un anno e maximulta per aver guidato contromano. Era stato fermato domenica scorsa in seguito ad una sua telefonata alle forze dell’ordine: “Fate qualcosa, qui è pieno di pazzi che guidano contromano”.

Questo è un ex ministro dei trasporti, eh.

    MILANO – Annullata mostra gay. Il Vaticano: “Accettabile solo se fosse stata under 18”.

    COSTUME – Riccardo Scamarcio: “Io sono un attore, non un fenomeno da baraccone”. Paolo Poli: “Infilarti le piume nel culo non fa di te una gallina”.

O era Brad Pitt?

    STOCCOLMA – Roberto Benigni candidato al Nobel per la letteratura. Da due giorni il comico toscano tenta di spiegare agli svedesi che la Divina Commedia non l’ha scritta lui.

    PECHINO – La Mattel si scusa con la Cina: “Giochi pericolosi per colpa nostra”. Pare siano stati confusi i progetti della macchina di Barbie con quello della nuova BMW di James Bond.

    Secondo altri sarebbe colpa dell’alto livello di tossicità del silicone fabbricato in Cina. Panico tra i possessori di Real Dolls.
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sabato, 15 settembre 2007

Crime doesn't pay. And that's all folks.

ascolto: Simon and Garfunkel - Mrs. Robinson

È noto a tutte le persone dotate di un minimo di intelligenza che i le serie TV e i film americani di argomento poliziesco sono delle squallide propagande politiche a favore di un sistema giudiziario antiquato e di forze dell'ordine parziali e corrotte. Ovviamente tutto ciò viene omesso in favore di una visione decisamente più rosea dei fatti.

Ad esempio nei trendyssimi laboratori del CSI situati nella contea di Utopia, un gruppo di superuomini combatte la criminalità e le leggi della fisica con le più avanzate tecnologie messe a disposizione da un’accurata lettura da parte degli sceneggiatori dell’opera omnia di Asimov: zoom digitali che riconoscono le narici di un assassino da un’ombra fotografata per sbaglio a miglia di distanza, polveri che permettono di rivelare impronte digitali dal contenuto dello stomaco di un quattordicenne americano medio – vale a dire un contenitore di Big Mac ambulante, i cui succhi gastrici hanno un pH che spaventerebbe Alien – e altri simpatici gingilli del genere. Inutile dirlo, tutto si conclude sempre bene, con il criminale in galera e/o morto entro una settimana e il bisteccone capo che gli ricorda lapidario l’acme del pensiero filosofico americano: il crimine non paga.

Caso Garlasco, definito anche dai gloriosi media nazionali “il giallo dell’estate”, che sembra lo slogan promozionale di un libro allegato a Panorama. Terrore, delirio, morte. E questo era solo l’indice di Panorama.
Che sia il crimine perfetto? Com’è possibile che ad ogni edizione di Studio Aperto le tette costernate di Alessandra Rolla mi informino che non c’è alcun aggiornamento?

“Ci sono novità, Alessandra?”
“Beh, pare ci sia un testimone che crede di aver visto una bicicletta forse nera dalle parti della villa all’incirca all’ora del delitto, giorno più, giorno meno”
“Significativo. Altro?”
“Sì, il semaforo ha appena cambiato colore”.

Leggo sul giornale le domande del magistrato all’unico indagato, Alberto Stasi: “O Fidanzato Della Vittima Dunque Colpevole, dicci: perché invero le tue scarpe non sono sporche di sangue?”.
Avrò letto male. Rileggo. No, no, c’è proprio scritto “perché NON sono sporche di sangue?”. Forse il procuratore ha visto troppe volte Il Fuggitivo. Mi risultava che gli indagati dovessero spiegare perché avevano il sangue della vittima addosso, non il contrario. Come se nel trovare un cadavere si dovesse sempre tastarlo, raccogliere l’arma del delitto e farsi le spugnature col suo sangue per poi spiegare a Poirot che è stato un gesto istintivo e che in quel momento non si riusciva a pensare vi prego credetemi non l’ho ucciso io.

E il delitto di Cogne? Una frazione di trenta abitanti, un unico indagato, un alibi più traballante della trama de Il Codice Da Vinci. Sei anni di processo. Tutto grazie a Taormina e al suo eccezionale concerto di unghie su specchi.
Più o meno come entrare nella Biblioteca di Cluedo, trovarci il Colonnello Mustard col pigiama ancora imbrattato di sangue e andare ad accusare la pera del Monopoli.

Ci fosse almeno una ex spogliarellista di Las Vegas ad indicarmi la dinamica del delitto su di un plastico, al posto di Vespa.
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