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Nasce a Torino l'11 settembre del 1988 perché evidentemente il mondo non ne poteva più fare a meno. Dimostra subito una particolare predisposizione alle arti figurative, alla letteratura e alla modestia. In fanciullezza viene guardato con sospetto dagli altri bambini, turbati dal suo atteggiamento atipico: egli veste solo di nero, detesta il sole e l’estate, predilige le cupe atmosfere di Burton e Poe e quando guarda i film Disney tifa sempre per il cattivo. Crescendo sviluppa le sue peculiarità diventando un insopportabile cinico e misantropo snob. Il nostro eroe al momento si dedica al perfezionamento della propria istruzione, alla disinteressata produzione d’arte e alla lavorazione di un progetto destinato a cambiare il mondo come siamo abituati a conoscerlo.

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Miiinchia: 19 anni e già così patetico?! Va beh va... divertiti a fare il nichilista demodè...

Parli di banalità ma non ti rendi conto che il tuo blog altro non è che una serie di argomentazioni che tutti gli "pseudointellettuali alternativi" sciolinano di continuo quando vogliono attaccare bottone?

Patetico, semplicemente patetico. Ci si nasconde dietro maschere di ironia, forse anche divertenti, ben costruite e assolutamente... non originali. [...] E poi come si fa a diventare cinici a 19 anni...

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lunedì, 30 aprile 2007

MetroDecadence contro la censura

ascolto: Eurythmics - Sex Crime
 
Esprimo tutta la mia solidarietà al contenebbia, vittima della censura di Splinder.

Al momento la piattaforma ospita 271.862 blog, il che significa almeno 1.000.000 di file multimediali. Il 95% dei quali infrange le condizioni d'utilizzo, per copyright o contenuto pornografico/illegale.

Questa tuttavia non è una censura di origine legale, ma intellettuale.
 
O tutti o nessuno, allora.

immagine: © Larry Clark




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lunedì, 30 aprile 2007

Speed (?) painting: Rupert Grint

ascolto: Imogen Heap - Hide and seek


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venerdì, 27 aprile 2007

MPD Psycho

ascolto: Smashing Pumpkins - Ava adore

mpd_01 In più di un’occasione ho manifestato scarsa considerazione nei confronti dei manga e degli anime importati in Italia. Questo non è uno di quei casi.
MPD Psycho è un titolo veramente innovativo nel panorama editoriale contemporaneo, popolato da investigatori - di - qualcosa - che - assomigliano - ad - un - attore - famoso vari (e lo dico da fan di Dylan Dog) e albetti pucciosi che trattano storie d’amore di adolescenti giapponesi insopportabili.

Yosuke Kobayashi è un poliziotto da poco assegnato al reparto investigativo della questura di Tokyo. Una mattina si vede recapitare in ufficio da un corriere espresso il corpo della fidanzata, orrendamente mutilata dal serial killer su cui egli stava indagando e chiusa in una cassa ancora in vita. Lo shock riporta alla luce lati nascosti del carattere del poliziotto, in cui ora si possono manifestare incontrollatamente altre quattro personalità.
 
Se riuscite al superare pagina 25 senza sentirvi male o gridare allo scandalo, vi ritroverete invischiati in una godibilissima ed intricata storia sceneggiata con un abile lavoro di sottrazione da Eiji Otsuka, che riprende e riebalora temi e cliché tipici del fanta-thriller, e magistralmente disegnata da Sho-u Tajima.

Dimenticatevi però la struttura classica del fumetto – in MPD Psycho (dove MPD potrebbe essere indifferentemente interpretato come Metropolitan Police Department o Multiple Personality Detective) non vi è un protagonista, o almeno non uno solo. Non vi è neanche la lotta tra bene e male, poiché esso è costituito unicamente da personaggi che lottano per la propria sopravvivenza, alleandosi ora con uno ora con l’altro, senza esitare a tradirsi ed uccidersi a vicenda. Gli unici personaggi con un minimo senso morale sembrano paradossalmente i più assurdi della situazione.
La violenza è tanta, ma la morte è affrontata senza ipocrisia, in tutto il suo orrore. Non aspettatevi drammatiche dipartite con sottofondo di violini né morti spettacolari e svilenti come in un qualsiasi poliziesco americano. La totale oggettività è la principale caratteristica di questo manga.

Oggettività sottolineata dalla linea pulita e asettica del disegnatore, l’unico di cui riesca a guardare le opere senza venir colto da una crisi dimpd_02 acetone. La tendenza a modificare le proporzioni dei corpi c’è, ma se non altro gli occhi dei personaggi sono dilatati in orizzontale e non in verticale. Sconvolgenti sono i rari sfondi (praticamente assenti nella maggior parte delle vignette) in cui Tokyo sembra una fotografia in bianco e nero, e la cura maniacale con cui vengono disegnati gli oggetti (il logo Pringles sopra un pacchetto di patatine, la marca Vaio su di un portatile, i cartelloni pubblicitari di musical realmente esistenti).

I primi nove numeri di questo manga sono usciti originariamente dall’agosto 2004 all’aprile 2005. Il primo “blocco” di volumi ne doveva contenere un decimo, pubblicato in ritardo di circa un anno. Il numero 11 è stato pubblicato a marzo di quest’anno. Al momento l’edizione italiana è al pari con quella giapponese, quindi se intendete cominciare la collezione fate tranquillamente in tempo a recuperare tutti gli albi prima della prossima uscita.

immagini: Manga Realm
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